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L'uomo difficilmente potrebbe sopravvivere in Carso senza essere in sintonia con la natura, in quanto la poca terra fertile che il territorio offre non potrebbe bastargli. Attraverso i secoli il carsolino imparò come si trasformano le doline in campi più fertili, quando e cosa coltivare per avere una raccolta maggiore, e ovviamente come riparare la terra dal forte vento.
Di anno in anno ripuliva i pascoli dalle pietre e così sono sorti i muretti di pietra costruiti a secco e le "grize" (mucchi di pietre), così caratteristici per il Carso. La costante siccità ha costretto l'uomo del Carso ad imparare a costruire piccoli stagni, chiamati "kal", laghetti artificiali che raccolgono l'acqua piovana e che hanno permesso la sopravvivenza di animali sia domestici che selvatici.
Tutto ciò rende il paesaggio carsico estremamente affascinante, così come lo è anche il sottosuolo, pieno di di meravigliose grotte carsiche, alcune fino ad oggi ancora inesplorate.
I paesini carsici, compatti con le loro tipiche stradine, chiamate "gase", e le piazzette, chiamate "krzade", affascinano qualsiasi visitatore, che per un attimo ha la sensazione che qui il tempo si sia fermato.
Le case in pietra, le vecchie mura con ancora l'intonaco di terra, sono ricoperte dalle rose e dall'edera che scendono dai balconi, e ci incantano con il loro profumo. I portali di pietra con i portoni di legno aperti sul cortile, in mezzo al quale troneggia il pozzo, detto "stirna", invitano il passante a fermarsi.
Stanjel, San Daniele, paesino, abbarbicato sulla collina, che dietro le mura fortificate del castello, al suo interno nasconde meravigliosi esempi di architettura carsica, con le case i cui tetti sono ricoperti di lastre di pietra, "skrle", dove il visitatore si può perdere vagabondando tra le sue viuzze, scalinate e stradine. L'architetto Max Fabiani, sedotto dal paese, ha creato qui lo splendido giardino "Ferrarijev vrt", con la piscina e il ponticello veneziano, dove gli innamorati si promettono amore eterno con il fatidico sì.
La strada del vino del Kras, parte del Carso che si trova in Slovenia, raggruppa circa 170 aziende. Si estende sull'altipiano carsico sopra il golfo di Trieste ad una altitudine che va dai 50 ai 500 metri sopra il livello del mare. La sua peculiarità è già il territorio carsico di per sè, che è caratterizzato dalla roccia calcarea ricoperta da un sottile strato di terra rossa o "jerina", dalla siccità permamente, in quanto qui non ci sono fonti d'acqua in superficie, e ovviamente dalla bora, "burja", vento forte che soffia da nord/nord-est, e da abbondante sole.
Grazie a tutti questi fattori, la vite, che cresce in Carso, offre uva di ottima qualità, che da sempre il carsolino ha imparato a trasformare in un vino eccellente. Le cantine vinicole, che in Carso vengono chiamate "hram", incantano ogni visitatore: alcune sono scavate nella roccia, altre hanno trovato la loro naturale collocazione nelle grotte carsiche, altre ancora per la loro grandezza o per le pareti costruite in pietra.
(tratto da La strada del vino del Kras - editore Mladinski hotel Pliskovica)
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