36 anni, e tutti assolti..

Written by alessandro, on 21-11-2010 18:30

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Sorry, no translation available

...cinque di loro non hanno neppure quarant'anni, sono tutti insegnanti, ma soprattutto sono amici per la pelle che fino alla sera prima hanno condiviso la cena ed il lavoro, il cinema, le vacanze e le speranze per il futuro.

Cinque persone che hanno lavorato assieme nella scuola, costruito il sindacato e vissuto la politica con la passione e il sorriso.

 

I loro nomi sono Giulietta Banzi, Livia Bottardi, Clementina Calzari, Luigi Pinto e Alberto Trebeschi.

Insieme a Euplo Natali, Bartolomeo Talenti e Vittorio Zambarda sono le vittime della strage di Brescia.

La loro storia ho voluto ripercorrerla tutta.

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Davanti a una pizza di un ristorante di Roma, San Lorenzo, ho conosciuto Ada Bardini, la vedova di Luigi Pinto, una delle vittime di Brescia. Viso aperto, capelli bianchi raccolti sulla nuca e un sorriso amaro, il più triste che abbia incontrato in questo lavoro di raccolta della memoria.

Era il febbraio del 2005, quasi trentuno anni dalla bomba di Piazza delle Loggia.  Eppure,a nche a distanza di così tanto tempo, ho percepito immediatamente che per lei ricordare non era facile. Era anzi un esercizio duro e e faticoso. Il più faticoso. Un esercizio al quale non si disponeva più con facilità.

Affabile, cortese, elegante nei modi e nei gesti, ma alle mie domande tagliò corto:

"Ne riparleremo meglio a Brescia, a casa mia, quando mi verrà a trovare..." mi disse quasi a voler rimandare un racconto che le avrebbe fatto troppo male.

Io acconsentii, naturalmente. Finimmo la nostra pizza parlando d'altro, uscimmo, parlammo ancora un poco e ci salutammo.

A Brescia, quando andai qualche tempo dopo, Ada era già malata. Poi a luglio con una telefonata Lorenzo Pinto, il fratello di Luigi, mi comunicò che Ada era morta.

Per suo stesso volere, i funerali si sono svolti in Piazza della Loggia, davanti la stele che ricorda la strage. E subito dopo le orazioni funebri, una banda ha intonato l'Internazionale.

Il suo è un pezzo di memoria in meno sulla strage. Una parte di ricordi che se ne va. Un capitolo cancellato per sempre.

Sarei stato felice di farle leggere questo libro e sono certo che lo avrebbe criticato.

Spero almeno che serva al suo ricordo.

 

nota dell'autore, tratta da  Lo Schiocco,  storie dalla strage di Brescia

Giancarlo Feliziani - Limina Edizioni

importante è non dimenticare, e leggere e diffondere questo libro aiuta a farlo, sensibilmente.

 

questo iato fra " noi sappiamo chi  è stato" e "ma bisogna che la giustizia faccia il suo corso", mi accompagna da una vita. E' da una vita che noi sappiamo chi è stato....

Giovanna Marini

Last update : 21-11-2010 20:16

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