| Scritto da alessandro,
10-01-2011 15:47
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Pubblicato in : blogs, tazebao |
La mancata espulsione di un concorrente del grande fratello al quale è sfuggita una bestemmia non è piaciuta al direttore dell'Avvenire. La domanda che sorge spontanea (anche nei numerosi commenti in rete) è come mai una caduta di forma sollevi tanto scandalo, quando è la sostanza di quello e di altri programmi a confliggere in toto non dico con i "valori cristiani" -non è il caso di tirarli in ballo per così poco- quanto con quel minimo di comune sentimento della dignità della persona che ancora circola in questo paese. La gente come merce, la vita privata come merce, l'intimità come merce, i sentimenti e le pulsioni sessuali come merce, la mancanza di talento e l'ignoranza offerte come goffo trofeo alla feroce curiosità e al dileggio del pubblico pagante: è peggio questa sistematica svendita dell'amor proprio, questo barnum di corpi smutandati, di frasi dementi, o l'incidente di una bestemmia in pubblico?
Anche al premier sfuggì una bestemmia in pubblico, e ci fu subito un vescovo caritatevole a giustificarlo perchè "bisogna contestualizzare". Beh, contestualizziamo, allora, anche il moccolo sortito di bocca a un poveraccio che nella sua speranza di vincere un po' di euro e avere qualche foto sui rotocalchi, mette la faccia e il resto a disposizione di quell'allegra gogna che è la televisione italiana. E del Mangiafuoco che la possiede, per il quale votano un sacco di cattolici non bestemmiatori.
Michele Serra - La Repubblica
Ultimo aggiornamento : 10-01-2011 15:47
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