| Scritto da alessandro,
31-07-2011 22:23
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Pubblicato in : blogs, tazebao |
Non sapevo proprio che Amaca scrivere, oggi su questo giornale che è in lutto, e si sente più solo e più debole perchè ha perduto uno dei suoi uomini più bravi e più forti. Poi ho pensato che la cosa più giusta da dire, su Peppe e di riflesso su noi tutti, era anche la più semplice: il giornalismo, che è uno dei mestieri più ignobili del mondo (rifugio di vecchi scrittori, palestra di improvvisatori, bolgia di pettegoli) pùò anche diventare uno dei mestieri più coraggiosi e necessari. A un patto: che il giornalista ci creda e che lo voglia.
D'Avanzo ci ha creduto e lo ha voluto.
Il giornalismo non esiste, esistono i giornalisti.
Quelli bravi e anche quelli bravissimi non li riconosci perchè sono infallibili (ogni grande firma ha in archivio i suoi errori). Li riconosci perchè non sprecano mai il mestiere, non lo lasciano scolorire nella routine, non permettono alle parole di perdere significato e potere. Le parole senza significato sono quelle che occultano, coprono tutto sotto una coltre inespressiva, sono il bla-bla che ammazza la pubblica opinione e la confonde. Le parole bene assestate, scelte con fatica e a volte dissotterrate dal silenzio e dal conformismo, sono un'arma fantastica e un dono alla comunità nella quale si vive. Un dono di libertà. Il giornalismo non è all'altezza di quel dono, ma alcuni giornalisti sì.
Michele Serra - La Repubblica - 31.07.2011
Ultimo aggiornamento : 31-07-2011 22:23
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