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In questo tazebao virtuale raccogliamo tutte le notizie e gli annunci che vogliamo diffondere ai nostri amici, ospiti e non, a seconda del momento e di quel che accade. Pubblichiamo molto volentieri anche le vostre impressioni, sotto forma di testi, di citazioni, di poesie e le vostre foto, in special modo inerenti la visita di Trebiciano e dintorni.

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Perdonate le scelte, se non le condividete, in fin dei conti sono solo parole al vento...

 

 

 



..a cui non ci può negare..

Scritto da alessandro, 16-08-2010 13:39

Pagina vista : 75

Favorito da : 7

Pubblicato in : blogs, tazebao

 

E' sui grovigli dei sentimenti
e sugli intrecci
che ci mordiamo le labbra e scopriamo i denti.
Siamo incolte paure lasciate a tecere
ma sono comunque cresciute
e ci fanno capire.

E sull'amore addomesticato
dobbiamo reagire,
e su quello tradito,
come quello finito,impantanato.
Siamo come certi cespugli di un verde smeraldo
trafitti di luci e di gemme preziose,
come pronti a sbocciare.

Ci sono venti a cui
è difficile sottrarsi,
acque dove è facile bagnarsi,
e amori a cui non ci si può negare,
ma solo lentamente cancellare,
solo lentamente cancellare,
lentamente.

E' sui grovigli dei sentimenti
e sugli intrecci,
che viviamo molesti
di un dolore più acuto del buio,
di acerbi sogni
che abbiamo sbiadito
e interrotti,
certe ferite che si aprono al mondo,
e non si chiudono mai.

Ci sono venti a cui
è difficile sottrarsi,
acque dove è facile bagnarsi,
e amori a cui non ci si può negare
ma solo lentamente cancellare
solo lentamente cancellare,
lentamente. 

Ci sono venti a cui
è difficile sottrarsi,
acque dove è facile bagnarsi,
e amori a cui non ci si può negare,
non ci si può negare.

Ci sono legami e grovigli
ed intrecci violenti
di mani e di gesti
che vorresti colpire
fino a che non finisce,
non finisce.
 

Fiorella Mannoia

http://www.youtube.com/watch?v=EqtrLG56eSo&feature=related

Ultimo aggiornamento : 16-08-2010 13:39

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..ultimi di tutto il mondo..

Scritto da alessandro, 10-08-2010 22:06

Pagina vista : 102

Favorito da : 8

Pubblicato in : blogs, tazebao

 

..trovo davvero geniale, in questi giorni intrisi di un marasma degno di un festival mondiale del sottosuolo, dove un locale a montecarlo sembra dirimere il bene dal male (sic!), la trovata, urlata da un ometto,  circa l'urgente necessità di inasprire le misure di repressione contro gli sbarchi dei migranti, contro i flussi degli ultimi degli ultimi....geniale!

questo significa servire il paese, che diamine!

 

"Oggi è tempo d'incendi, organizziamo presepi
Dalle stelle tu scendi e ci senti e ci vedi
Addormentati in panchina o indaffarati a far niente
Ed il freddo che arriva, ci brucia e ci spegne
Non c'è nessun segreto, nessuna novità
Non c'è nessun mistero, nessuna natività
Io ti regalo una foglia da masticare col pane
E tu una busta di vino per passare la fame
Sior capitano aiutaci a attraversare
questo mare contro mano
Sior capitano, da destra o da sinistra non veniamo
e questa notte non abbiamo
Governo e parlamento non abbiamo e ragione
Ragione o sentimento non conosciamo
e quando capita ci arrangiamo
E ci arrangiamo
Con documenti di seconda mano
Con documenti di seconda mano (segue)

Ultimo aggiornamento : 11-08-2010 13:20

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lavorare stanca..dedicata a tutti quelli che un lavoro ce l'hanno, e a quelli che lo cercano..

Scritto da alessandro, 05-08-2010 10:48

Pagina vista : 136

Favorito da : 11

Pubblicato in : blogs, tazebao

 

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia

tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Cesare Pavese

Ultimo aggiornamento : 05-08-2010 10:48

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piazza, bella piazza...

Scritto da alessandro, 01-08-2010 19:37

Pagina vista : 149

Favorito da : 10

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Mi sembra di avere scritto su questo ricordo, ma non so quando. Dieci, venti anni fa. Ma quando ricordo è adesso. Sento la notizia da Brunella, che compra il giornale la mattina presto a Santa Maria di Leuca. Non occorre parlare o mettersi d'accordo. Partiamo, con una vecchia Citroen, e guidiamo alternandoci per ore e ore. Quando arriviamo, siamo ancora nel pieno dei soccorsi, ancora scavano.

Trent'anni fa Bologna era diversa. Era stata colpita perché era diversa, perché era una speranza. Ora è una città come tante del Nord Italia, né brutta né bella. Ma tante persone ricordano quella data. E non certo per nostalgia del dolore. Per la speranza che combatté quel dolore. Perché qualcosa di quella speranza è rimasta. Ci sono state altre stragi, altro sangue, altro dolore inutile. L'ultima strage, quella della legalità, si consuma non con la violenza delle bombe, ma non l'astuzia della propaganda e della potenza economica. Possiamo disquisire se le persone sono le stesse, o altre, o nuove, o migliori o peggiori. Quello che è successo a Duisburg in nome del cosiddetto show, è una strage. Possiamo distinguere dicendo che non è stata pianificata, che tutti sono pentiti. Ma per chi ha perso delle persone care, è difficile distinguere, fare una scala del dolore, trovare qualche consolazione.

Quello che mi è facile invece, è ricordare chi ha ancora speranza. Pensare a quelli che scavavano, a quelli che scavano ancora. Quelli che sperano non ci sia il nome di una persona cara di un elenco di vittime. Quelli che si sentono responsabili, e cercano di evitare stragi future. Quelli che vogliono la verità. So che sono ancora tanti, anche a Bologna. Forse non sono più rappresentati, forse la loro speranza è stata ferita e irrisa, forse qualche volta pensano: perché scavare quando tutto crolla?

Ma io so che queste persone ci saranno sempre, e mi conforta. Ogni volta che torno a Bologna, vedo i nomi sulla lapide della stazione. Qualcuno si ferma e si interroga, qualcuno nemmeno sa cosa significano quei nomi. Qualcuno neanche li guarda. Ma qualche anno fa, vidi una donna straniera entrare, e mettere dei fiori sotto la lapide. Le parlai: non era una parente, era una donna che faceva solo un gesto di ricordo, di rispetto, non davanti alle autorità, ma davanti ai suoi sentimenti. Al di là di ogni retorica e cerimonia, c'è sempre la forza di queste persone che sperano. E io spero che Bologna le ascolti molto di più, che sappia ritrovare il rapporto con la sua energia passata, che non ne faccia una statua in un museo.
Anche io, nel mio piccolo sforzo, scavo ancora, anche se dovrei e vorrei farlo di più. E scavando ho ritrovato il ricordo di quegli anni e posso dirlo forte: non dimentico e non voglio dirlo solo il due agosto.

Stefano Benni

Ultimo aggiornamento : 01-08-2010 19:37

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grandi corridori di corse in salita...vero?

Scritto da alessandro, 22-07-2010 11:44

Pagina vista : 165

Favorito da : 9

Pubblicato in : blogs, tazebao

 

Siamo stati naviganti
con l'acqua alla gola
e in tutto questo bell'andare
quello che ci consola
è che siamo stati lontani
e siamo stati anche bene
e siamo stati vicini
e siamo stati insieme.

Siamo stati contadini noi due
senza conoscere la terra
e piccoli soldati
senza amare la guerra,
ci hanno mandati lontano
senza spiegarci bene
e siamo stati male,
ma siamo ancora insieme.

Grandi corridori di corse in salita
che alzavano la testa dal manubrio
per vedere se fosse finita,
allenati alla corsa
allenati alla gara
e preparati a cadere
e a tutto quello che s'impara,
innamorati della sera
innamorati della luna
conoscitori della notte
senza averne paura,
innamorati di quel fiore
che non vuole mai dire:
ecco, è tutto finito
e bisogna partire.

Ma ora è il momento
di mettersi a dormire
lasciando scivolare il libro che
ci ha aiutati a capire
che basta un filo di vento
per venirci a guidare
perché siamo naviganti
senza navigare
mai.
 

Ivano Fossati - Naviganti

Ultimo aggiornamento : 23-07-2010 08:51

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